Pokemon-GO
La Pokemon-GO mania è una tendenza compulsiva e adolescenziale che coinvolge ragazzi, adolescenti e tanti over 30, e che sembra assumere sempre più un carattere endemico.
«Un meccanismo di regressione» – dicono gli esperti – «che contagia e coinvolge strati di popolazione adulta, “alleati” con bambini e adolescenti che si trasformano in cacciatori e allenatori di Pokemon».
Un comportamento fortemente puerile che aggancia diverse generazioni ad un obiettivo apparentemente assurdo e infantile, specchio di una contemporaneità sempre più inquietante.
Nel giro di pochi giorni Pokemon GO è diventato un fenomeno mondiale; se pensiamo che a Bologna diecimila persone (o più correttamente videoplayer) hanno riempito le piazze e le strade camminando con il naso incollato allo smartphone, che a Bergamo ce ne erano altrettante, e che a New York il fenomeno è arrivato a interessare già il 15% degli abitanti, la stima è presto fattibile e manifesta.
Pokemon-Go si avvia a diventare dunque il videogioco più scaricato del momento e uno dei giochi per smartphone più popolare di sempre. Tale gioco non è altro che “una inedita irruzione della finzione ludica nella vita quotidiana”, forse una fuga dai problemi che angosciano il mondo e da un presente sempre più incerto e tormentato.
SOLO UN GIOCO?
Ma in cosa consiste veramente questo gioco?
Pokemon GO fa parte dei “giochi del mondo reale”, ovvero videogiochi che utilizzano la cosiddetta “realtà aumentata” (sfruttano cioè la tecnologia GPS, e la fotocamera dello smartphone usato per giocare).
Attraverso tale tecnologia, Pokemon GO incoraggia i giocatori a esplorare il mondo reale in lungo e in largo alla ricerca di Pokemon da catturare, e vedere così con occhi nuovi luoghi abituali.
Allo stesso modo anche la quotidianità cambia, e momenti morti, forse permeati dalle preoccupazioni della vita vengono scossi “grazie” allo smartphone che vibra per avvisarti che ci sono Pokemon nelle vicinanze da poter catturare.
Tutto ciò ha subito suscitato innumerevoli preoccupazioni legate sia alla sicurezza dei singoli giocatori che a quella di interi paesi.
Non è raro vedere persone che camminano per le strade a caccia di Pokemon, rischiando di creare disagi e incidenti e, in alcuni casi, mettendo in pericolo anche la propria incolumità.
In Bosnia per dare la caccia a Pikachu alcuni giocatori si sono avventurati in aree dove sono ancora disseminate le mine antiuomo della guerra del 1990.
In Florida, il proprietario di un’abitazione privata ha aperto il fuoco contro due giovani giocatori di Pokemon Go: li aveva scambiati per dei ladri d’appartamento!
Non mancano le denunce di incidenti provocati dalla disattenzione alla guida perché alcuni autisti incoscienti hanno giocato mentre erano al volante.
REALE O VIRTUALE?
La nuova App “Pokemon Go”, che si preannuncia come la vera tendenza del 2016, impone una riflessione sui potenziali rischi di alcuni giochi online per bambini e adolescenti.
Il nostro intento non è certamente quello di gridare alla patologia generazionale o di azzardare analisi sociologiche premature per un gioco che è uscito da poco tempo, tuttavia possiamo considerare come, proprio in un periodo delicato e critico come quello estivo, in cui i più piccoli non vanno a scuola, hanno più tempo libero, e sono generalmente più soli, tale tendenza stimoli la loro connessione al mondo virtuale. E se fino a qualche tempo fa la componente “gioco” (che fosse meccanico, elettronico, di legno o di pietra) è sempre stata un fattore di scoperta e socializzazione, oggi il virtuale continua a condurci verso un dialogo pressoché fittizio, una comunicazione chimerica e una realtà artificiosa.
UN MESSAGGIO CHIARO
In questo scenario buio, dove psicologi, psicoterapeuti e neuropsichiatri infantili hanno lanciato un chiaro SOS, anche noi credenti, fedeli alla Parola di Dio, dobbiamo prendere le opportune distanze.
Il sostantivo “Pokemon” nasce dalla fusione di due termini “pocket” (tasca) e “monsters” (mostri), dando così vita a questi “mostri tascabili” virtuali.
Se per molti è solamente un gioco, è bene ricordare, come ha detto qualcuno, che se è vero che giocando si impara, queste sono prove generali di futuro!
È allora importante che i genitori controllino i loro bambini e ciò che giornalmente li circonda poiché troppo spesso ciò che sembra essere inoffensivo, nasconde al proprio interno aspetti molto negativi. Resta responsabilità dei genitori cristiani condurre i loro figli per il cammino del bene e della verità. I genitori cristiani hanno l’obbligo di vegliare sulla vita fisica ma anche spirituale dei loro figli.
La Bibbia dice: «Ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; astenetevi da ogni specie di male» (Confronta I Tessalonicesi 5:21,22).
La Parola di Dio c’insegna che «tutto quello che seminiamo quello raccoglieremo», allora se seminiamo violenza, aggressività e indifferenza, cosa raccoglieremo?
Il noto scrittore Andrei Murray scrisse: «Il più grande pericolo della Chiesa di Cristo non è l’incredulità o la superstizione, ma lo spirito del mondo che s’insinua nelle famiglie dei cristiani che sacrificano i loro figli all’ambizione e alla società, alle ricchezze e all’amicizia del mondo».
È importante che i giovani cristiani non si lascino travolgere, intorpidire, “drogare” da questi giochi: «Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà» (Confronta Romani 12:2).
Viviamo in un mondo contaminato, dove con gran facilità, senza che ce ne rendiamo conto, possiamo essere contagiati anche sul piano morale e spirituale: «Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo» (Confronta Colossesi 2:8). Satana utilizza i mezzi più inaspettati per attaccarci ed impedirci di avere una relazione personale con Gesù Cristo: «Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri» (Confronta Filippesi 4:8).
In una generazione alla deriva, priva di una sua identità, legata e influenzabile più dal mondo virtuale che da quello reale, l’invito che ci giunge dalla Parola di Dio è il seguente: «Salvatevi da questa perversa generazione» (Atti 2:40).