LA CHIESA DEI PRIMOGENITI
“Non cessate mai di pregare”
I Tessalonicesi 5:17
Il centro del sacerdozio dei credenti è la preghiera. Pregare non è un dovere inutile, o una penitenza, ma un vero e proprio privilegio datoci da Dio (Romani 15:30-32). La vita cristiana comincia con la preghiera: il peccatore compunto nel suo cuore dalla Parola di Dio si rivolge al Signore invocando il suo perdono (Atti 2:21). Poi la preghiera contraddistingue l’intera vita cristiana come un filo invisibile che lega tutta l’armatura con la quale il credente “combatte”, affronta e supera le difficoltà della vita (Efesini 6:18-19). La preghiera è l’ambiente in cui la vita interiore del cristiano si sviluppa e raggiunge la maturità. È talmente indispensabile per il credente che essa è stata definita “il respiro dell’anima”. Nel Nuovo Testamento la preghiera è vista non come uno schiacciante peso, ma come una ”entrata in contatto con Dio”. La preghiera è anche un esercizio (I Timoteo 4:7), non l’ultima spiaggia dopo che abbiamo esaurito ogni possibilità umana.
I.LA PREGHIERA E LA POTENZA
La potenza di Dio è illimitata, e la preghiera ci permette di ricevere questa potenza. La preghiera fa passare la potenza di Dio al credente, proprio come un trasformatore. La funzione di questo strumento è far passare energia elettrica da un circuito primario ad uno secondario, modificando tensione e corrente.
La preghiera non ha eguali, infatti non ha alcun sostituto. Non tutto ciò che è definito preghiera lo è realmente: si può pregare con incredulità, in modo formale, senza pensare (Confronta Giacomo 1:6-7). La preghiera rende evidente e chiaro lo stato morale e spirituale nel quale ci troviamo (Salmo 66:18, I Timoteo 2:8), attenzione ai contrasti familiari, pena l’inutilità della preghiera (I Pietro 3:7); qui è necessaria l’opera rivelatrice dello Spirito Santo, il quale ci mostra ciò che siamo (Salmo 19:12). Dopo la confessione arriva il perdono (Proverbi 28:13; I Giovanni 1:9-10).
“La preghiera è un fenomeno diffuso, praticata in ogni religione”, quelle più diffuse sono quelle chiamate “utilitarie” (da Treccani, Diz. Enc.) perché limitate a semplici richieste. Sulla base di quanto promesso, sacrificato, offerto o comunque “fatto”, la richiesta sarà intesa come un servizio che la divinità è tenuta a ricambiare, concedendo quanto domandato dall’orante. La ricerca dell’assoluto, la congiunzione con la divinità è una forma mistica di preghiera praticata abbondantemente dalle religioni orientali, le quali perseguono l’unità con l’assoluto, e la via della liberazione, l’illuminazione e l’unione progressiva. L’esperienza di Teresa d’Avila era concentrata su quell’unione con l’amore di Dio che ella chiamava “matrimonio mistico”, ma tutto ciò non ha niente a che vedere con la contemplazione neotestamentaria.
II.GLI ELEMENTI DELLA PREGHIERA
Essa non è solamente uno sfogarsi davanti a Dio; consideriamo le parti che la compongono:
- Preghiera
- Supplicazione
- Intercessione
- Ringraziamento
- Adorazione
- La preghiera: è il modo per stabilire comunione con Dio; chi va a Lui deve necessariamente credere che Egli è (Ebrei 11:6); la preghiera, nella sua forma più semplice, è un riconoscimento di chi Dio è, del nostro bisogno e della sua capacità di soddisfare quel bisogno.
- Le supplicazioni: supplicare equivale a fare un’umile richiesta. Ciò significa che riconosciamo le nostre limitazioni e sentiamo di dipendere da Dio. la preghiera è un vero compito (Colossesi 4:12-13). Dobbiamo rendere note le nostre richieste per gli altri, per i loro bisogni in preghiera. Le battaglie decisive sono combattute nella “cameretta” della preghiera. La preghiera determina la nostra attitudine in tutti i problemi della vita. La qualità del nostro lavoro dipende dalla qualità della preghiera.
- Intercessione: quando si prega intercedendo, ci si trova al posto di qualcuno, dinanzi a Dio. Si possono difendere i loro interessi, ci si dispone a prendere il loro posto, ricordiamo Abramo che intercede per Sodoma. Gesù è il nostro intercessore (Romani 8:34).
- Ringraziamento: con esso noi glorifichiamo Dio per le sue opere ed ogni manifestazione della sua gloria per noi (Filippesi 4:6).
- Adorazione: essa si concentra sulla persona e sulla natura di Dio. il ringraziamento ci conduce all’adorazione. L’adorazione ci porta al di sopra dei nostri bisogni, più oltre la gioia dei suoi doni. L’adorazione è l’apice della preghiera. Il primo termine greco del Nuovo Testamento che la indica è “gonypeteo”, “venerare in ginocchio, prostrarsi”, ci parla del riconoscimento della potenza e della sovranità del re. Il secondo è “proskyneo”, “adorare, venerare in ginocchio”.
Come adorare? (Giovanni 4:23) Secondo il MODELLO del “Padre nostro” (adorazione, richiesta, ringraziamento e lode); occorre tenere presente la valenza del perdono per un’efficace preghiera (Matteo 7:14), a volte manca la gioia della preghiera perché non c’è confessione e perdono, spirito di pace.
III.L’ESAUDIMENTO DELLA PREGHIERA
Fede (Marco 11:22-24);
Ubbidienza (I Giovanni 3:22);
Nella volontà di Dio (I Giovanni 5:14-15) e non nei propri piaceri (Giacomo 4:2-3);
Perseveranza (Luca 18:1) e accordo con altri credenti (Matteo 18:19-20).