Enza – Testimonianze

Sono nata in una famiglia nella quale, fin da piccola, mi è stato insegnato ad amare Dio. Sono sempre stata la classica “brava ragazza”: mi piaceva studiare, avevo amiche di cui mi fidavo e con cui condividevo momenti allegri e anche quelli meno felici; non davo particolari problemi o delusioni ai miei genitori e tutto scorreva normalmente. Sono cresciuta andando al catechismo, ma pian piano mi accorgevo di non aver voglia di continuare in quel modo e l’andare in chiesa era diventato noioso per me; così cominciai ad andarci sempre meno, solo per le cosiddette “feste comandate”. Mamma mi aveva insegnato a pregare Dio senza recitare a memoria le preghiere e questa sorta di “dialogo” tra me e il Signore era l’unica cosa che mi era rimasta; sempre più spesso mi rivolgevo a Lui solo quando ne avevo bisogno e nei momenti tranquilli contavo semplicemente sulle mie forze. A tredici anni i miei genitori cominciarono a frequentare un gruppo carismatico, erano alla ricerca di Dio, ma sembrava che non riuscissero a trovare risposta. Pian piano si sentirono insoddisfatti tanto da allontanarsene. Tutto tacque per un certo tempo fino a quando nel dicembre del 1990 un forte terremoto spinse nuovamente i miei genitori alla ricerca di Dio: sentivano il desiderio di ringraziarLo per averci fatto scampare da quel pericolo. Dopo una apparente serie di coincidenze (in realtà Dio era all’opera) i miei entrarono in una Chiesa Cristiana Evangelica e il Signore toccò subito i loro cuori. A partire da quel momento cominciarono le battaglie e gli scontri con mia madre. Avevo quindici anni e, nella mia adolescenza, cominciavo a mettere in dubbio l’esistenza di Dio. Se da un lato mi avevano insegnato che Dio esiste, dall’altro non accettavo che Lui potesse permettere che accadessero i fatti gravi che continuavo a sentire: lutti, guerre, violenze… Non volevo seguire i miei genitori in chiesa, desideravo essere come i miei amici, anzi mi vergognavo quando mi chiedevano come mai i miei genitori erano diventati evangelici. Dopo discussioni animate decisi di andare una volta in quella chiesa, per pura curiosità. Ricordo in particolare che, mentre sentivo pregare quelle persone, pensavo dentro di me: “Questi sono matti” e non vedevo l’ora di andare via. Ritornai altre volte, spinta dai miei genitori. Avevo fatto amicizia con altri ragazzi della mia età e mi ero “abituata” ad andare al culto la domenica; almeno così, avevo smesso di litigare con mamma. Ma la cosa continuava ad essere motivo di vergogna per me, tanto che non avevo mai parlato nemmeno con le mie più care amiche di quelle domeniche trascorse in un’altra chiesa, tra quella gente strana che parlava di un Dio vivente, di Gesù che è morto per noi. Cominciavo a pormi tante domande alle quali cercavo di dare risposte razionali; non riuscivo a comprendere che dovevo solo cercare Dio con tutto il cuore. Per me era troppo difficile! Il tempo passava… e il mio cuore era sempre chiuso e duro. Nonostante frequentassi quei culti ormai da tempo, mi sentivo diversa dagli altri; avevo imparato molte cose della Bibbia, ne conoscevo anche dei versi a memoria, ma tutto restava per me solo a livello teorico! Ero un po’ come Nicodemo che, quando Gesù gli disse: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio”, egli rispose: “Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?” (Giovanni 3:1-4). I miei occhi erano chiusi come quelli di quell’uomo! Ma il Signore stava cominciando a parlare al mio cuore, capivo che io non potevo far nulla per salvare la mia anima e che dovevo affidarmi a Lui, ma allo stesso tempo ne avevo paura e non riuscivo ad abbandonarmi nelle Sue braccia. Mancava ancora qualcosa, aspettavo da Dio un segno tangibile, che si potesse vedere o sentire. Forse quello che molti chiedono è un messaggio personale da Dio stesso, un “SMS” o una “email” in risposta alle domande, alle preghiere! Ma ora so che Dio risponde attraverso la Sua Parola, nella lettura e meditazione della Bibbia, e nella preghiera. I miei conflitti continuarono fino a quando un giorno il pastore, durante una predicazione lesse: “Se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole… anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli” (Marco 8:38).