Non solo salvati ma discepoli pagina 1 – Studi Biblici

ADI Trento Non solo salvati ma discepoli

Introduzione

Nell’accingerci a studiare un argomento di un così vasto respiro, dovremo, prima di ogni altra cosa, comprendere che esiste una marcata differenza tra l’essere semplicemente dei salvati, e diventare, invece, dei discepoli.

Come sappiamo, le parole spesso perdono il loro significato originale per riempirsi, o svuotarsi, di nuovi contenuti. Una di queste è certamente il termine “cristiano”, che ha assunto, nel linguaggio moderno, un’accezione molto diversa da quando venne addirittura coniata dai detrattori del Vangelo (Confronta Atti 11:26). Ma esiste pure un abisso tra il termine “cristiano” e il termine “discepolo”.

Il discepolato, nella sua accezione più pura, non è un impegno di massa (Confronta Luca 14:26-27).

Gesù, nell’ammaestrare i suoi, li mette in guardia dal cadere preda di facili illusioni e spiega loro che cosa significhi essere un vero discepolo. La vita del discepolo consiste nel rinunciare a quanto di più caro ha, per realizzare la stessa esperienza dell’apostolo Paolo, il quale, dopo trent’anni dalla sua conversione, poteva ancora affermare la superiorità di Cristo rispetto a tutto il resto (Filippesi 3:8).

Essere discepolo comporta anche la rinuncia al peccato e l’abbandono dei nostri presunti diritti. Il vero discepolo condivide i pensieri del proprio Maestro, ne imita le azioni, segue le sue orme, ma è felice anche se può realizzare il suo vituperio.

Il vero discepolo di Cristo lo rappresenta degnamente tra gli uomini e porta a compimento il grande mandato ricevuto dal sommo maestro.

Per alcuni, la bellezza dell’emozione cristiana termina quando Dio chiede di fare un salto per passare dallo stato di credenti salvati dalla grazia a discepoli, ugualmente salvati e sostenuti dalla grazia.

Apprenderemo, allora che:

“I mali che vediamo, il mistero del dolore a volte profondo e prolungato, gli enigmi prodotti dai torti subiti ingiustamente, hanno tutti un’unica chiave di lettura: questo strano e triste mondo nel quale viviamo non è che la scuola del Padre. Egli, nel suo grande amore, governa tutti gli eventi”.