Luca – Testimonianze

Mi chiamo Luca e voglio ringraziare il mio Signore Gesù per la vita che mi ha donato.

Sono nato in una famiglia cristiana nella quale i miei genitori mi hanno insegnato i sani principi biblici.

Ogni domenica andavo alla scuola domenicale ed ascoltavo dei personaggi della bibbia e soprattutto di Gesù e del sacrificio perfetto che aveva compiuto sulla croce.

Nonostante tutto non sentivo il bisogno di essere salvato.

L’ultimo anno di scuola domenicale si parlò di un argomento mai trattato prima, l’Apocalisse.

La monitrice iniziò a parlare della seconda venuta di Gesù, del rapimento della chiesa e della grande tribolazione. Da quel momento iniziai ad avere un po’ di paura sapendo di essere perduto.

Avevo 14 anni circa quando una domenica andammo con i miei genitori in chiesa a Verona, ed il predicatore, un fratello italo-americano, parlava dell’Iddio che aveva conosciuto e lo definiva l’Iddio del “much more”, del molto di più. Affermava che Dio gli aveva dato di più di quello che aveva bisogno. In quel giorno il Signore parlò alla mia vita e mi toccò ma non riuscii ad aprire il mio cuore totalmente a Lui, e pensando di averLo conosciuto dissi dentro di me “domani non peccherò più”.

L’indomani iniziai a peccare e a condurre la vita che fino allora avevo vissuto.

Da allora ogni domenica il Signore mi parlava ma non afferravo quel “pane” di vita che il Signore Gesù mi offriva gratuitamente.

Dopo due anni circa, era il 13 marzo 2005, una domenica come le altre, andai in chiesa.

Alla scuola domenicale trattavamo una lezione incentrata sulle cose importanti della vita; ovviamente noi ragazzi pensavamo al lavoro, alcuni alla famiglia, altri alle auto e per ultimo dicevamo ciò che la monitrice voleva sentire e cioè la salvezza, il battesimo nello Spirito Santo ma erano cose che non conoscevamo perché non le avevamo sperimentate.

Dopo la scuola domenicale si andava ad ascoltare la predicazione. Quel giorno il fratello portò il messaggio con riferimento ad Apocalisse 22:20, meditando sulla preghiera della Chiesa allo Sposo, Vieni, Signore Gesù, e la risposta dello Sposo stesso che afferma “sì, vengo presto”. La predicazione riguardava gli avvenimenti circa la seconda venuta di Gesù Cristo, e mentre ascoltavo, sentivo che quella parola era per me, per il mio cuore, che in quelli anni era turbato. Ogni notte prima di dormire avevo paura del domani, non sapevo cosa sarebbe stato il domani per me, pensavo che mi sarei alzato e sarei rimasto solo perché il Signore era tornato e aveva preso la mia famiglia.

Quella paura iniziale diventò terrore, tanto che non riuscivo a controllarmi, la notte tremavo e non riuscivo a dormire. Quando di giorno i miei genitori facevano tardi nel tornare a casa iniziavo ad avere paura e a telefonare per sapere se c’erano ancora, pensando che il Signore fosse tornato.

Ma in quel giorno il Signore Gesù non voleva ricordarmi che sarei morto, ma mi diceva che potevo vivere, se solo avessi affidato a Lui la mia vita e riconosciuto che ero un peccatore.

Alla fine della predicazione il pastore fece un appello e andai avanti e pregai il Signore di lavare l’anima mia dai peccati, di perdonarmi e di donarmi una veste nuova, una veste bianca. Così fece, non ha tardato a liberarmi da quel peso che schiacciava il mio cuore, da liberarmi dalla morte seconda e quel giorno avvenne ciò che c’è scritto nella Sua parola in Giovanni 5:24-25 “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato della morte alla vita. In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.”

Il giorno dopo ero diverso, vedevo tutto in modo diverso, mi rendevo conto di amare Gesù Cristo e pensavo solo a Lui. Nel mio cuore c’era pace e non più paura e terrore. Sapevo che ero del Signore Gesù Cristo e che il mio nome era scritto nel libro della vita.

Da quel giorno iniziai il cammino cristiano, un cammino non sempre facile, ma sapevo che nelle difficoltà non ero solo, c’era e c’è il mio Dio.

L’anno successivo insieme ad altri fratelli scesi nelle acque battesimali, volevo testimoniare alla mia famiglia, alla chiesa e a tutte le persone presenti ciò che il Signore Gesù aveva compiuto nella mia vita.

La salvezza non è stato un arrivo ma una nascita e da quel giorno come un bambino crebbi nelle vie del Signore e volevo anch’io sperimentare il battesimo nello Spirito Santo di cui parlavano tutti i fratelli.

Iniziai a pregare ma non ricevevo ancora quella desiderata promessa fino ad una domenica di marzo del 2007. Non mi aspettavo che il Signore mi potesse battezzare proprio quel giorno.

La parola della predicazione aveva come soggetto il battesimo nello Spirito Santo ma non sapevo cosa fare per ricevere quella promessa e pregai dicendo al Signore che volevo offrire la mia vita e arrenderla a lui, come quel cantico che dice “io m’arrendo ognor”.

E anche in quel momento il Signore non ha tardato e mi ha battezzato col Suo Santo Spirito, facendomi traboccare, come una cascata che riempie un vaso, ma non lo spezza con la sua forza, anzi lo fortifica.

Per questo voglio ringraziare il Signore Gesù Cristo, per tutto quello che ha compiuto nella mia vita e per quello che ogni giorno continua a fare, per la Sua fedeltà che mostra ogni giorno, perché è sempre affianco a me e non si allontana mai; per questo e per tutto quello che farà nella mia vita e nella mia famiglia io Lo ringrazio.

Qualche tempo dopo, mio padre mi domandò se volevo andare alla scuola biblica e io risposi con un tacito no, dicendo che dovevo pregare, anche se non pregai. Ritenevo la scuola biblica qualcosa al di sopra di me, oltre al fatto che volevo che fosse il Signore che mettesse in me quel desiderio.

Un mese e mezzo dopo nasce nel mio cuore, mentre sono in preghiera, il desiderio di frequentare la scuola biblica per donare al Signore almeno un anno della mia vita.

Vorrei donare totalmente la mia vita a Lui, mentre compilo la domanda per entrare nella scuola biblica chiedo al mio Signore Gesù che possa guidare Lui ogni cosa secondo il suo volere per la mia vita, perché la mia vita possa essere secondo i suoi pensieri e ritenendo che ogni cosa che Egli vorrà per me sia la cosa giusta e buona per me.

Non so cosa vorrà il Signore dalla mia vita, io so che il mio desiderio è essere al centro della sua volontà.

Per ogni cosa la gloria sia solo al Signore Gesù.