L’uomo è immortale? pagina 10 – Studi Biblici

Uomo immortale

Il corpo della resurrezione

Il corpo risorto

I Corinzi 15:35-38. Sulla base dell’autorità della Parola di Dio, possiamo stabilire le seguenti caratteristiche del corpo della resurrezione:

  • Sarà un corpo spirituale (I Corinzi 15:44), perfettamente adatto per il Cielo;
  • Sarà un corpo reale, non un fantasma, ma simile a quello di Cristo risorto, il quale mangiò con i suoi discepoli e disse a Tommaso (Giovanni 20:27);
  • Sarà un corpo riconoscibile, poiché in qualche modo, avrà relazione con quello attuale, fisico. Dopo la resurrezione gli apostoli riconobbero Gesù (Confronta Giovanni 20:20-31). Per chiarire la questione Paolo in I Corinzi 15 procede a delineare affinità e contrasti tra il corpo fisico e quello spirituale.
  • Sarà un corpo incorruttibile (I Corinzi 15:42), non conoscerà più la morte, e non sarà più soggetto a deterioramento.
  • Sarà un corpo glorioso (I Corinzi 15:43), non più il corpo della nostra umiliazione, soggetto alla tirannia del peccato e agli attacchi di Satana.
  • Sarà un corpo potente (I Corinzi 15:43), essendosi liberato dalla debolezza implicita nella sua corruttibilità.

Mentre ora il corpo è soltanto un veicolo imperfetto dello spirito e dell’anima e spesso frustra i desideri dello spirito, in cielo il nuovo corpo sarà perfettamente adatto alle condizioni nella sua nuova dimora (I Corinzi 15:49). Bisogna ribadire che il termine corpo spirituale, non significa che sia astratto, etereo o spettrale, ma piuttosto che non sarà più schiavo dei desideri e delle passioni carnali. Inoltre, il corpo spirituale sarà in grado di esprimere meglio le aspirazioni del credente rispetto a quanto possa fare quello fisico.

Ci sono due concezioni estreme ed opposte riguardo al corpo spirituale che forse devono essere riviste:

  1. Che sarà identico al corpo che è stato sepolto;
  2. Che non c’è assolutamente alcuna connessione organica tra il corpo sepolto e quello risorto.

Se queste posizioni fossero vere, ci sarebbe bisogno di una nuova creazione e non di una resurrezione. Ci troviamo di fronte ad un mistero che sarà svelato appieno in cielo.

Allora, qual è la risposta di Paolo alla domanda, come sarà allora il corpo risorto? Paolo enuncia quattro verità che sono illustrate nella crescita di un seme e nella diversità degli animali, del sole della luna e delle stelle.

  1. Ciò che cresce dal seme seminato non è esattamente identico a ciò che è stato seminato (Confronta I Corinzi 15:37). Una ghianda non produce una ghianda, ma una quercia; tuttavia entrambe godono della medesima forza vitale.
  2. Ogni tipo di seme ha una caratteristica distintiva, un’identità stabilita dalla sapienza di Dio (Genesi 1:11; I Corinzi 15:38).
  3. Da questo deduciamo che il frutto del seme sparso ha una relazione organica con il seme da cui proviene. Non si tratta di una nuova creazione ma il prodotto di qualcosa di già esistente.
  4. Esiste una grande diversità nei corpi del regno naturale, così pure in quello spirituale (I Corinzi 15:39-41).

Se il corpo della resurrezione non è organicamente connesso al corpo che è seminato, quando muore, il termine stesso resurrezione perderebbe il suo pieno significato, cioè risollevarsi, ri-sorgere. Il fatto che non riusciamo a spiegare tutto questo non ne scalfisce la verità, e ciò non toglie che la piena redenzione del credente riguarda la vivificazione dell’anima, dello spirito e del corpo. Ad esempio, la scienza insegna che ciò che compone il nostro corpo cambia circa 10 volte, eppure le nostre caratteristiche peculiari rimangono; noi rimaniamo le stesse persone. La memoria degli eventi passati rimane invariata.

In I Corinzi 15:42-44 Paolo distingue il vecchio corpo naturale dal corpo risorto, almeno sotto 4 profili:

  1. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile (I Corinzi 15:42). Si fa riferimento solo ad un corpo non soggetto a corruzione (Confronta Salmo 16:10; Atti 2:27). Prima o poi il nostro corpo fisico si deteriora fino alla morte. Siamo tutti vittime di malattie, fino alla fine dei nostri giorni. Il corpo spirituale invece, non sarà soggetto a dissoluzione.
  2. E’ seminato ignobile e risuscita glorioso (I Corinzi 15:43). Non c’è niente di bello o glorioso in un cadavere deteriorato. Con dignitoso rispetto lo deponiamo in un sepolcro. Il termine ignobile, nella sua accezione originale, viene usato per indicare la perdita di un diritto: un cadavere non ha diritti. Ma quello risorto sarà un corpo glorioso, incredibilmente più bello: “Proprio come lo è la bella pianta nei confronti del seme da cui ha avuto origine (Filippesi 3:20-21).
  3. E’ seminato debole e risuscita potente (I Corinzi 15:43). Inevitabilmente, la forza della gioventù cede alla debolezza dell’età. Il corpo terrestre è debole, soprattutto se paragonato alla forza della mente. Quando muore è il simbolo dell’impotenza. Il corpo risorto non sarà così limitato, se l’attuale è contraddistinto dalla debolezza, il futuro sarà contraddistinto dalla potenza.
  4. E’ seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale (I Corinzi 15:44). Il corpo naturale è adatto alla vita di questo mondo ma un simile corpo non è idoneo alla vita futura. Il corpo spirituale non significa necessariamente composto di spirito, ma piuttosto che è intimamente connesso allo spirito dell’uomo, proprio come il suo corpo attuale è intimamente connesso alla sua vita terrena. Il nostro corpo non sarà più soggetto alle leggi attuali che limitano la vita fisica.

Il corpo risorto di Gesù

Quel corpo è per noi un modello (Filippesi 3:21; I Giovanni 3:1-2). Gesù mangiò dopo la resurrezione (Giovanni 21:9,12,13). Passò attraverso porte chiuse (Giovanni 20:19); appariva e spariva. Asserì di avere carne e ossa (Luca 24:39), in altre parole c’era un vero legame con il suo corpo precedente, all’infuori di alcune evidenti limitazioni.

Infatti Paolo definisce il corpo attuale come di umiliazione, perché si riferisce alle sue limitazioni, ai deterioramenti, per sua natura è destinato alla polvere. Il suo elemento fondante. Ma saremo trasformati.

Come era il corpo di Gesù risorto?

Era certamente diverso da quello stesso corpo prima della morte.

  • Ci furono tre occasioni in cui Egli non fu riconosciuto dai suoi amici più intimi (Giovanni 21:4; Giovanni 20:14; Luca 24:15-16).
  • Benché il corpo risorto fosse differente, pur tuttavia aveva delle somiglianze con il suo corpo fisico, negò di essere un fantasma ed aveva carne e ossa (Confronta Luca 24:37,39). Preparò la colazione ai suoi discepoli e mangiò con loro (Confronta Giovanni 21:9-14; Luca 24:42-43).
  • Fu in grado di attraversare gli spazi, infatti non era soggetto alle coordinate spazio temporali (Giovanni 20:19).
  • Il suo era un corpo reale. In risposta al dubbioso Tommaso prima e a Maria poi…(Confronta Giovanni 20:17-18,27). Gesù offrì una prova soddisfacente a dimostrazione che Egli era proprio la medesima persona di prima. Fu riconosciuto dai suoi intimi amici che erano ora pronti a morire per Lui. È interessante infine notare che il corpo del Signore portava ancora le ferite ed i segni dei chiodi: esse probabilmente resteranno in eterno come segni distintivi del suo infinito amore.