L’uomo è immortale? pagina 2 – Studi Biblici

Uomo immortale

Il metodo della creazione

Alcuni aspetti della creazione

Nella creazione la vita si esprime attraverso tre manifestazioni differenti:

  1. Vita organica, come quella delle piante e degli alberi;
  2. Vita sensitiva, come quella degli animali;
  3. Vita intellettiva, quella riservata all’uomo. Infatti, l’uomo ha in sé queste tre vite; le bestie possono distinguersi l’una dall’altra (Isaia 1:3); ma solo l’uomo ha la facoltà di ragionare con Dio (Isaia 1:18).

L’anima è la sede delle emozioni, degli affetti e dei desideri (I Samuele 18:1; II Re 4:27). La Bibbia si oppone all’idea o alle teorie umane che non possono conciliarsi con il racconto di Genesi sulla creazione, e soprattutto, si oppone alla teoria dell’evoluzione; a coloro che affermano che l’evoluzione non sia in contrasto con la narrazione biblica dell’origine dell’uomo, chiediamo di rispondere alle seguenti domande:

  1. A quale punto della scala evolutiva emergono le questioni morali, cioè quando l’animale, irresponsabile, comincia a sentire l’obbligo morale?
  2. Quando appare in loro la natura spirituale col dono dell’immortalità?
  3. A che punto dello sviluppo dalla vita animale a quella dell’uomo di Neanderthal, possiamo applicare il concetto che l’uomo è stato creato all’immagine di Dio?
  4. A che punto di questa evoluzione comincia ad avere effetto l’opera redentrice di Cristo?

L’ORIGINE DELL’UOMO

Riguardo all’origine dell’uomo, esistono due aspetti distintivi:

  1. L’uomo è stato creato da Dio per un atto divino, diretto e definito. Il verbo ebraico barà, è ripetuto tre volte nel racconto della creazione. Accettando l’onnipotenza di Dio non esiste ragione che Egli non abbia potuto creare l’uomo e plasmarlo con un corpo fisico perfetto. Il corpo umano deriva dalla polvere; Gesù stesso afferma che Dio è potente di far sorgere i figli di Abramo dalle pietre, le quali non sono altro che polvere solidificata, “Ed ha fatto d’un medesimo sangue tutta la generazione degli uomini…” (Atti 17:26 Diodati). Genesi 1 parla della creazione dell’uomo, Genesi 2 invece del metodo della creazione. Alla morte il corpo torna rapidamente al suo elemento primario (Genesi 3:19). Colui che ha creato il corpo dalla polvere della terra e lo fa ritornare in polvere, è Colui che può far sorgere dalla polvere in gloriosa resurrezione (Daniele 12:2; Filippesi 3:21). Il corpo è la dimora d’argilla dell’uomo interiore, della sua personalità (II Corinzi 5:1-4; Giobbe 4:19).
  2. L’uomo è stato creato all’immagine divina. Esistono delle somiglianze ma anche delle differenze. Qualcuno ha scritto: “L’uomo è come Dio e, come l’ombra somiglia alla sostanza”. Il peccato devastò l’immagine divina ed estraniò l’uomo dalla santità di Dio. Cristo venne come l’uomo perfetto, come impronta dell’essenza di Dio (Confronta Ebrei 1:3) e la sua opera di redenzione compie il miracolo di trasformare l’uomo redento alla completa immagine di Dio (II Corinzi 3:18). Nella nuova creazione i redenti acquisteranno qualità superiori a quelle della creazione adamica (Efesini 4:24). In Genesi 1:26-27 l’immagine si riferisce alla personalità, alle capacità mentali, morali e alla libera volontà dell’uomo; la somiglianza si riferisce alla forma fisica.

IL CONCETTO DI IMMORTALITA’

L’immortalità sta ad indicare ciò che non è soggetto alla morte, (Athanasia), nel Nuovo Testamento è sinonimo di incorruttibilità (Aphtharsia). I termini immortale ed immortalità sono usati in due modi diversi:

  1. È un attributo di Dio (I Timoteo 1:17; I Timoteo 6:15-16);
  2. È partecipato ai redenti da Cristo (II Timoteo 1:10; Romani 2:6-8; I Corinzi 15:53-54). Tuttavia il concetto di immortalità, o meglio di incorruttibilità, è legato alla natura stessa dell’uomo. Dio lo creò a sua immagine e somiglianza, soltanto, a causa del peccato, perse l’incorruttibilità e morì (Romani 6:23; Romani 5:12). Dio, tuttavia, diede all’uomo la possibilità del riscatto. La morte è il giudizio su tutti gli uomini indistintamente, ma l’anima e lo spirito umani sono immortali e incorruttibili. Coloro che accettano l’opera perfetta di salvezza e di redenzione di Cristo ricevono la vita eterna, quelli che la rigettano invece ricevono la morte o separazione eterna da Dio. I testi biblici che parlano di pene eterne sono molteplici: Giuda 1:7; Matteo 18:8; Matteo 25:41,46; Marco 3:29; II Tessalonicesi 1:9.