L’uomo è immortale? pagina 3 – Studi Biblici

Uomo immortale

La sede centrale dell'uomo

LA DEFINIZIONE DELLE COMPONENTI DELL’INDIVIDUO

L’anima

L’anima è la parte centrale dell’uomo e rappresenta la coscienza di sé, proprio come il corpo rappresenta la coscienza del mondo esterno e lo spirito quella che l’uomo ha di Dio.

Per la sua creazione fisica, l’uomo è legato alla creazione animale e per mezzo degli istinti che lo governano è spinto verso la degenerazione. Possiamo definirla spirituale e vivente, perché venne da Dio; la definiamo naturale, perché opera attraverso il corpo.

L’anima distingue la vita dell’uomo e degli animali dalle cose inanimate ed anche dalla vita inconscia, quella delle piante. L’anima poi distingue l’uomo dall’animale, in quanto quella dell’uomo è vivificata dallo spirito umano e quindi non è mortale come quella degli animali. Gli animali agiscono per istinto, l’uomo con la ragione. Ad esempio, sia gli uni sia gli altri costruiscono delle case: gli animali sempre le stesse, l’uomo, no, case, grattacieli, cattedrali.

L’anima distingue un uomo dall’altro e forma la base della personalità. Ecco perché la parola anima è usata anche per persona (Esodo 1:5; Romani 13:1); espressione comune, non c’è anima viva.

La prima anima è stata il risultato del soffio vitale divino; ma da allora in poi? Secondo alcuni si riceve da Dio e si tratta di una immediata creazione (Isaia 57:16; Ecclesiaste 12:9; Ebrei 12:9); altri credono che sia ereditata dai genitori, basandosi sul fatto che la natura peccaminosa ereditata dalla specie umana da Adamo milita contro una creazione apposita da Dio, citando i versi di Giovanni 1:13; Giovanni 3:6; I Corinzi 15:22; Efesini 2:3; Ebrei 7:10.

L’origine di ogni anima può essere spiegata con la cooperazione del Creatore con i genitori: nel principio di una nuova vita cooperano una creazione divina ed un uso creativo di mezzi, l’uomo genera l’uomo in cooperazione con il Padre degli spiriti. Il processo con cui ciò si verifica è il seguente: la potenza di Dio permea e controlla il mondo, perché tutte le creature vengono in essere secondo leggi da Lui stabilite; pertanto, i processi normali della riproduzione umana mettono in moto quelle leggi divine che fanno nascere un’anima nel mondo. Ad ogni modo, l’origine della vita è velata dal mistero.

L’anima è la parte che possiede la vita, ed ha un ruolo in tutto ciò che riguarda il sostenimento, il rischio e la perdita della vita. Ecco perché può tradursi anche con vita. L’anima permea ogni parte del corpo, e per questa ragione lo influenza. Infatti la Bibbia attribuisce sentimenti al cuore, alle reni (Salmo 73:21; Giobbe 16:13); alle viscere (Salmo 51:6).

L’anima viene a contatto con il mondo esterno per mezzo del corpo.

L’anima vive la sua vita naturale attraverso gli istinti. Questi sono le forze propulsive della personalità, delle quali il Creatore ha dotato l’uomo per renderlo adatto alla vita terrena. Qualcuno ha scritto: “Se il bambino non avesse certi istinti fin dall’inizio, non potrebbe sopravvivere neanche se ricevesse le cure più appropriate dai genitori e dai medici”.

Gli animali sono guidati principalmente dall’istinto, ma l’uomo è stato onorato con il dono della libera volontà e della ragione. Come guida per il regolamento delle facoltà dell’uomo, Dio stabilì una legge. La comprensione da parte dell’uomo di questa legge produsse la coscienza, che letteralmente significa “conoscenza con consapevolezza”.

Quando l’uomo udì la legge, ebbe una coscienza istruita; quando disubbidì soffrì per la coscienza che lo accusava. L’anima usò il corpo per peccare, e quindi parliamo di corpo del peccato (Romani 6:6), o di carne (Galati 5:24); l’inclinazione ed il desiderio dell’anima di usare così il corpo, è descritto come la mente carnale (Romani 8:7). Quando parliamo di carne, non ci riferiamo ai tessuti del corpo; se tagliamo la lingua ad un maldicente, egli resterà sempre tale, perché lo è dentro.

La carne è allora la somma totale degli istinti umani, non quali vennero originariamente dati da Dio, ma contorti e resi anormali dal peccato.

L’essenza del peccato è il pervertimento degli istinti e delle facoltà date da Dio. Ad esempio, la suscettibilità, la gelosia e la collera sono la perversione dell’istinto di conservazione.

Possiamo parlare di una curvatura dell’anima in Galati 5:19-21. Dio ha tuttavia provveduto il rimedio: il sangue di Cristo rimuove la colpa e la condanna, ma apporta anche ordine e corregge questa curvatura, mettendo in noi forze nuove (Galati 5:22).

Quando si parla dell’anima, il termine primario in ebraico è NEPHESH che appare nell’Antico Testamento 755 volte e significa: “vita”,” io”,” persona(Giosuè 2:13; I Re 19:3). In senso lato, l’anima descrive chi siamo. A volte il termine nephesh si riferisce alla volontà ed al desiderio della persona (Genesi 23:8); altre volte indica i vari appetiti (Genesi 2:24); o la fame (Deuteronomio 12:20), o i desideri morali (Isaia 26:8-9).

Nel Nuovo Testamento il termine PSUCHE’ indica l’anima dell’individuo, e si trova 101 volte e si riferisce:

  • Alla sede della vita (Marco 8:35);
  • Alla parte interiore dell’individuo;
  • All’anima in antitesi con il corpo.

Col termine PSUCHE’ si intende la componente dell’individuo costituito da: sensazioni, emozioni ed affetti (Matteo 22:37). Talvolta il termine è usato in senso lato anche per spirito e anima, cioè per la personalità completa. Lo stesso può essere detto dello spirito.

Lo spirito

Lo spirito è la componente più alta dell’essere umano; è distinto dall’anima e manifesta proprie capacità spirituali. Esso è dato da Dio in forma individuale (Numeri 16:22; Numeri 27:16). Questo spirito è stato fatto dal Creatore ed è suscettibile di rinnovamento e di sviluppo (Salmo 51:10).

Per la sua natura spirituale, l’uomo somiglia a Dio e perciò ha infinite possibilità di sviluppo. Lo spirito è la parte essenziale della natura umana, e, per questo suo aspetto spirituale, esso elude il controllo dei biologi e dei chimici, infatti esso è imponderabile (non può essere toccato) ed è invisibile (non può essere visto).

Lo spirito è quello che differenzia l’uomo da tutte le altre cose create, esso contiene la vita umana e l’intelligenza (Proverbi 20:27; Giobbe 32:8); gli animali possiedono un’anima, ma non uno spirito, Ecclesiaste 3:21 è la domanda posta da Salomone lontano da Dio. Infatti gli animali non possono conoscere le cose di Dio (I Corinzi 2:11; Efesini 1:17), e non possono entrare in una relazione con Lui. Quando lo Spirito di Dio abita lo spirito dell’uomo, diviene un centro di adorazione, di preghiera, di canto e di lode, e di servizio (Giovanni 4:23-24; Romani 1:9; Filippesi 1:27).

Dal momento che rappresenta la natura più elevata dell’uomo, lo spirito è connesso con le qualità del carattere dell’uomo e ciò che ha il predominio sullo spirito diventa un attributo del carattere umano. Ad esempio, se uno si lascia padroneggiare dall’orgoglio, ha uno spirito altero (Proverbi 16:18); secondo le relative influenze che lo controllano, l’uomo può avere uno spirito perverso, (Isaia 19:14), umile e contrito (Isaia 57:15), o collerico (Proverbi 14:29), o di schiaffoni (aneddoto).

Quando le passioni malefiche dominano il carattere dell’uomo, lo spirito non ha più la prevalenza e la sua impotenza è definita come uno stato di morte, di qui il bisogno di uno spirito nuovo (Ezechiele 18:31; Salmo 51:10).  

Quando Dio creò l’uomo cominciò dal corpo (I Corinzi 15:46); ma alla rigenerazione l’ordine è rovesciato, Dio inizia l’opera sua dallo spirito.

L’anima costituisce, con lo spirito (PNEUMA, che significa anche vento, soffio), la parte del nostro essere che sfugge all’ordinaria osservazione e controllo umani: è il regno spirituale. Tanto è vero che alla morte lo spirito si diparte dal corpo (Matteo 27:50; Atti 7:59).

Anima e spirito

Lo spirito è il centro e la fonte della vita umana; l’anima possiede, usa questa vita e l’esprime attraverso il corpo. Nel principio Dio alitò lo spirito della vita in un corpo inanimato e l’uomo divenne un’anima vivente. Pertanto l’anima è lo spirito incorporato, o uno spirito umano che agisce attraverso un corpo, la combinazione dei quali fa dell’uomo un’anima. L’anima sopravvive alla morte perché è fortificata dallo spirito, ma pure, l’anima e lo spirito sono inseparabili perché lo spirito è intessuto nella stessa essenza dell’anima. Essi sono fusi ed uniti in una sola sostanza.   

Anima e spirito non sono divisibili e separabili, ma agiscono congiuntamente; essi si permeano e si penetrano a vicenda. Infatti lo spirito e l’anima rappresentano due lati della sostanza non fisica dell’uomo, o, in altre parole, lo spirito e l’anima rappresentano due modi con i quali la natura spirituale opera. A causa della loro stretta connessione, le parole anima e spirito vengono usate in maniera intercambiabile (Ecclesiaste 12:9; Apocalisse 6:9). Cosicché, in un punto della Scrittura la sostanza spirituale dell’uomo viene descritta come l’anima (Matteo 10:28), in un altro come spirito (Giacomo 2:26). Sebbene siano, a volte, usati scambievolmente, i termini anima e spirito hanno un significato diverso. Ad esempio: anima, è l’uomo visto in relazione alla vita presente; i defunti vengono definiti anime quando lo scrittore si riferisce alla loro vita terrena, (Apocalisse 6:9-10; Apocalisse 20:4); spirito è il termine comunemente usato per indicare coloro che sono passati all’altra vita (Atti 23:9; Atti 7:59; Ebrei 12:23; Luca 23:46; I Pietro 3:19). Quando le persone sono rapite temporaneamente fuori dal corpo (II Corinzi 12:2), vengono descritte come essendo nello spirito (Apocalisse 4:2; Apocalisse 17:3).