L’uomo è immortale? pagina 8 – Studi Biblici

Uomo immortale

La posizione biblica

Tutti gli uomini sono consapevoli del fatto che dovranno morire (Salmo 89:48). Allo stesso tempo la Scrittura e la testimonianza interiore rivelano che in ogni individuo è presente il germe dell’eternità: “…Dio ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità” (Ecclesiaste 3:11).

È importante specificare che l’uomo, oltre ad essere pienamente consapevole della precarietà della vita materiale ed essere fornito del pensiero dell’eternità, ha la possibilità di modificare il suo destino eterno in base alle scelte prese su questa terra.

La sorte degli uomini, dopo la morte, è espressa con due alternative: cielo e inferno, cioè una comunione eterna e perfetta di gioia e pace nella presenza di Dio per coloro che sono stati redenti dall’opera perfetta di Cristo; oppure uno stato di miseria, tristezza e separazione eterna dalla presenza di Dio, per coloro che hanno rifiutato la grazia divina. Inoltre, questi due stati sono dichiarati assoluti, fissati ed eterni.

  1. DIVERSI ARGOMENTI SULL’IMMORTALITÀ

 L‘argomento storico

Fuori dalla rivelazione biblica, la storia e l’archeologia indicano che esiste un tipo di esistenza dopo la morte: quasi ogni tribù e popolo sulla faccia della terra, selvaggia e civilizzata, ha manifestato qualche forma di credenza in un futuro stato dell’esistenza.

Mentre non c’è consenso sulla stessa natura dell’immortalità, esiste una “preparazione etnica” legata alla credenza universale della vita dopo la morte; basti ad esempio ricordare le misteriose piramidi e il loro libro Egiziano dei morti, con preghiere e formule per la guida e la protezione dei defunti.

Gli egiziani dell’epoca delle piramidi, si avvicinarono al concetto biblico dell’immortalità dell’anima. Essi credevano nell’ “Io” spirituale definito “KA” che era immortale e quando l’uomo moriva, il suo “KA” si allontanava per compiere il suo ciclo, ovvero restare nel regno degli spiriti, per ritornare un giorno a rianimare quel corpo da lui abitato.

Gli indù desideravano “una lunga vita tra gli dei”; i Buddisti, affermano l’immortalità, con i loro 24 cieli; i Babilonesi, credevano a un dio misericordioso fra i tanti, che risuscita i morti; i Persiani, ritenevano che il corpo nudo sarebbe stato rivestito con la luce del cielo; i Greci, credevano alla sopravvivenza dei morti; Socrate, credeva nell’immortalità, e morendo disse: “Seppellitemi se potete afferrarmi”.

Un famoso antropologo ha affermato: “Quando consideriamo la religione delle razze primitive nel loro insieme, non possiamo fare a meno di notare l’esistenza di elementi e principi generali della dottrina della vita futura dell’anima”.

L’unica vera risposta è che Dio ha messo il pensiero dell’eternità nel cuore dell’uomo.

Questa speranza che risiede nel petto del selvaggio e del credente, fu piantata da Colui che è senza principio né fine, e risolve il problema del dubbio umano espresso in Giobbe 14:14: “Se l’uomo muore, può egli tornare in vita? Aspetterò io tutti i giorni del tempo determinato della mia vita, finché mi venga mutamento di condizione?”, Vers. Diodati.

  1. L‘argomento analogico

La legge della natura si fonda sulla vita dopo la morte: “In verità, in verità io vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto” (Giovanni 12:24). Questo semplice principio basterebbe da solo a provare l’immortalità.

Inoltre, il principio scientifico della conservazione dell’energia, prova che nulla è distrutto, ma tutto si trasforma; tuttavia, mentre la natura e la scienza dimostrano che l’immortalità è possibile, la Bibbia soltanto offre la prova conclusiva: Isaia 25:8.

  1. L‘argomento biblico

L’Antico Testamento prova la vita dopo la morte: come Dio è eterno, l’uomo, fatto alla sua immagine, è partecipe della Sua eternità: Genesi 1:27; Genesi 2:7; Giobbe 32:8; Ecclesiaste 12:7.

Nel Nuovo Testamento abbiamo la più completa rivelazione della vita dopo la morte: Luca 20:37-38; Esodo 3:6; II Timoteo 1:10.

  1. È UNA IMMORTALITÀ CONDIZIONALE?

E’ interessante notare l’espressione biblica: “…fu riunito al suo popolo” (Genesi 25:8); questa frase la ritroviamo spesso nella Scrittura e sta ad indicare la credenza ebraica della vita dopo la morte.

Dato che è usata per i santi e i peccatori, è evidentemente contraria alla teoria dell’immortalità condizionata: “Ismaele…morì, e fu riunito al suo popolo…poi Isacco spirò, morì e fu riunito al suo popolo, vecchio e sazio di giorni…Quando Giacobbe ebbe finito di dare questi ordini ai suoi figli, ritirò i piedi nel letto, spirò e fu riunito al suo popolo”, (Genesi 25:17; Genesi 35:29; Genesi 49:33).

Un’altra frase riguardante la morte, e che sottintende il ritorno dello spirito a Dio, la troviamo nel Nuovo Testamento: “E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito” (Matteo 27:50).

Sia i giusti che gli ingiusti risorgeranno. I giusti per un’esistenza senza fine: il loro corpo sarà simile a quello di Cristo risorto, un corpo adatto ad una vita eterna glorificata.

Gli ingiusti per una resurrezione a condanna e, per analogia, sembra che il loro corpo sia simile allo stato della loro anima, corrotto e deformato come l’anima che vi dimora (Confronta Daniele 12:2).

TESTI BIBLICI SULLA REALTÀ DELLA RESURREZIONE FISICA

  1. Giovanni 5:28-29 “… L’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori, quelli che hanno operato bene, in resurrezione di vita; quelli che hanno operato male in resurrezione di giudizio”.
  2. Atti 24:15 “Avendo in Dio la speranza… che ci sarà una resurrezione dei giusti e degli ingiusti”.
  3. I Corinzi 15:13,17,22,42 “Se non vi è resurrezione dei morti, neppure Cristo è stato resuscitato… e se Cristo non è stato resuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati… come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati… il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”.
  4. II Pietro 3:7; Apocalisse 20:13 “I cieli e la terra attuali sono conservati per la medesima parola, riservati al fuoco del giorno del giudizio e della perdizione degli empi”; “…il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l’Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere”.