IL REGNO DEI MORTI PRIMA DELLA MORTE DI CRISTO
Era diviso in due parti:
Prima della morte e della resurrezione del Signore Gesù, tutti i defunti scendevano nel soggiorno dei morti (Sheol-àdes). Cristo stesso mette luce su questo soggetto con il racconto del ricco e Lazzaro: Luca 16:19-31.
Lo Sheol-ades, soggiorno dei defunti, era dunque diviso in due parti distinte, in due scomparti separati da una “grande voragine”. Evidentemente la “gran voragine” non impediva a quelli nella grande “fiamma” del tormento di vedere coloro che erano in Paradiso o nel “seno di Abramo”, senza che potesse avvenire una migrazione da una parte all’altra. Nel seno d’Abramo vi erano i salvati che erano consolati in attesa dell’avvento del Messia e vi erano i perduti che pativano la sofferenza in attesa del giudizio finale.
Per “stato” intermedio s’intende quella condizione dell’uomo che, passato alla vita ultraterrena, attende la resurrezione del corpo e, con essa, la retribuzione delle cose credute o operate quando era in vita. Pertanto si tratta di una condizione temporanea, non definitiva.
La Bibbia usa dei termini precisi per indicare questo luogo: “Sheol” (insaziabile) in ebraico e “Ades” in greco. Nelle Scritture ebraiche la parola “Sceòl” viene menzionata 65 volte ed è tradotta nelle nostre Bibbie come “il soggiorno dei morti”; mentre la parola “Ades” (il suo equivalente nel greco) viene menzionata 11 volte nel Nuovo Testamento. È sempre il luogo dei morti e mai il posto dei demoni o spiriti maligni che non possono entrarvici. Non deve essere confuso con la “geenna” che sta ad indicare un abisso infuocato, il luogo della punizione definitiva ed eterna, l’inferno, lo stagno di fuoco e di zolfo.
In alcune parti dell’Antico Testamento si dice che, nel soggiorno dei morti, non si loda Dio, non si spera in Lui, non c’è memoria di Lui. Leggiamo alcuni passi:
- Salmo 115:17
- Isaia 38:17-19
Ciò non vuol dire che i defunti sono in uno stato di incoscienza. Non essendo più partecipi alla vita terrena, i morti non possono lodare, servire Dio e sperare in Lui, come se fossero sulla terra. Essi non partecipano più al servizio di Dio fra il popolo, con sacrifici, preghiere ecc.
Dal punto di vista umano, infatti, gli scrittori sacri dell’Antico Testamento si riferiscono al soggiorno dei morti come alla terra dell’oblio, al luogo del silenzio. La morte è sonno per quel che concerne il corpo umano. (Daniele 12:2).