Il Vangelo è per i MORTI vivi – pagina 7 – Studi Biblici

IL VANGELO PER I MORTI CHE DIO VUOLE VIVI ORA

Dio vuole che il mondo sia salvato. Per risolvere il problema del peccato, Egli ha mandato il suo Figlio, cfr. Giovanni 3:16; l’opera di Cristo non solo era necessaria ma indispensabile per la redenzione dell’uomo. Senza peccato, non ci sarebbe stato bisogno del calvario e l’uomo non avrebbe dovuto recuperare nulla.

La più grande scoperta per l’uomo è la speranza nella persona e nell’opera di Gesù Cristo: questa esperienza determinante dà alla nostra vita tutt’altra direzione e l’assoluta certezza rispetto alle nostre giornate. La nostra esistenza non si nutre più di previsioni dell’oroscopo e non gira più intorno all’incertezza angosciante ma si appoggia sulla fiducia assoluta nella persona di Gesù, all’insegna del famoso cantico di Gloria e Bill Gaither, “Because He lives”, che dice: “Perché Egli vive, affronterò il domani, perché Egli vive, paura non ho, Egli tiene la mia vita nelle Sue mani!”. Senza questa speranza, l’uomo è preda della paura del domani e dell’ossessione di voler a tutti i costi sapere del suo futuro in anticipo.

Lo Spirito Santo ha fatto della Chiesa un tempio per dimorare nel mondo e completare il piano divino di redenzione.

La parola greca usata nel N.T. per indicare la Chiesa è ekklesia, un termine che significa “chiamati fuori” o anche “chiamati per”. La Chiesa è il popolo di Dio. Essa è costituita da quei credenti che sono stati chiamati fuori dal mondo per mezzo del Vangelo di Cristo. Essi mantengono per fede una relazione con Cristo e sono uniti al Corpo di tutti i redenti per lo Spirito Santo, I Corinzi 12:12-13.

Chiamati fuori ma non significa certamente estranei e distratti ai bisogni di un mondo in urlo.

Gesù aveva la capacità di stare la notte in comunione con il Padre e al mattino di stringere la mano ad un peccatore, Egli poteva godere della presenza del Padre ma poi stare con la gente del mondo senza lasciarsi confondere o fuorviare.

Siamo chiesa soprattutto quando lo sguardo è rivolto verso il mondo perduto considerato non solo peccatore ma bisognoso.

“I perduti contano per Dio, devono quindi essere importanti anche per noi” (Keith Wright).

Sappiamo che la Chiesa svolge un ruolo attivo nell’adempimento del piano divino per la redenzione del mondo. Molti credono che il piano di redenzione si sia concluso con la morte di Gesù sulla croce, ma dimenticano che Gesù ha affidato alla Chiesa il compito di continuare la sua missione sulla terra, Giovanni 14:12. Come Noè, Cristo predica attraverso il suo Spirito anche attraverso di noi.

La Chiesa non è stata lasciata da sola a portare avanti quest’opera. Cristo ha mandato lo Spirito Santo come Aiutante. Egli opera in, e attraverso ogni credente per adempiere il piano divino della salvezza.

La missione della Chiesa si estende in tre direzioni: verso Dio, Giovanni 4:24; verso sé stessa (edificazione) e verso il mondo (evangelizzazione), Matteo 28:19-20. Questo ministero è una risposta naturale all’opera divina di salvezza. Come credenti, adoriamo Dio per quello che Egli è e per ciò che ha fatto per noi; come fratelli serviamo gli uni gli altri nell’amore e per mezzo dell’amore che ci unisce in Cristo, Galati 5:13, e come apostoli ministriamo al mondo perduto perché siamo in debito con Dio per la nostra salvezza e non vogliamo che nessuno perisca senza avere avuto l’opportunità di accettare Gesù come personale Salvatore, II Corinzi 5:20.